La formazione in superficie

Il 2019 si apre con un incremento dei nostri volontari, e inizia il lavoro di ricerca in superficie con le nuove leve. La nostra formazione, non standardizzata ma personalizzata su ogni binomio, si svolge secondo un orientamento cognitivo zooantropologico: attraverso il divertimento e il gioco, e potenziando la relazione all’interno della diade, si accresce la prosocialità del cane e si favorisce lo sviluppo e il consolidamento delle sue competenze.
Da parte sua, Il conduttore imparerà a “leggere” il proprio cane e ad usare messaggi corporei, piuttosto che vocali, comunicando con lui in modo non verbale ed enfatizzandone i comportamenti positivi. Aumenterà così nel cane la sensazione di fiducia nell’allontanarsi in ricerca a grande distanza, esprimendo le proprie motivazioni e concludendo il lavoro in modo positivo.
All’inizio del percorso formativo, il conduttore non deve pretendere che il cane esegua un compito senza distrazioni. Il cane deve prendere contatto con terreni e superfici diverse, apprendere in modo progressivo e costruttivo all’interno di una relazione aperta e dinamica. Nella ricerca in emergenza, infatti, il conduttore darà la direzione, ma il cane dovrà essere autonomo e sicuro nel decidere come procedere e spaziare sull’area.
Quindi, quella che a volte durante il training sembra distrazione da parte del cane, spesso è solo un momento di pausa in cui egli può rifiatare, abbassare il livello di stress, elaborare delle rappresentazioni, dare significati, per ripartire poi con più determinazione.
L’apprendimento non è mai una linea retta; potrà avere alti e bassi, momenti di pausa, a volte anche di calo, ma ciò che è appreso non viene mai dimenticato: rimane latente per emergere poi a distanza di tempo grazie alle componenti elaborative della mente del cane.

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